Maggio è uno dei mesi più belli per sposarsi e, secondo me, anche uno dei più semplici da raccontare attraverso un allestimento. È il momento dell’anno in cui la natura fa metà del lavoro al posto mio, e questo per me non è un limite: è un’opportunità. Quando progetto un matrimonio di maggio, parto sempre dall’idea che meno aggiungo, più la scena respira.
C’è una cosa che ripeto sempre quando incontro gli sposi per la prima volta: in maggio non serve costruire un’atmosfera, serve assecondarla. La luce è ancora morbida, i prati sono al loro massimo, gli alberi sono in pieno fogliame ma non hanno ancora la pesantezza dell’estate. Tutto questo crea una cornice naturale che, dal mio punto di vista, è già scenografica di per sé. Il mio compito diventa quello di lavorare in sintonia con quello che il giardino, il prato o la campagna stanno già offrendo.
I fiori di campo, per me, sono la scelta più onesta che si possa fare in questo periodo. Margherite, papaveri, fiordalisi, achillea, le prime spighe di lavanda, ramoscelli di olivo, eucalipto giovane. Sono fiori che non urlano, ma raccontano. Mi piacciono perché non hanno la rigidità di una composizione costruita: sembrano appena raccolti, e questo dà a tutto l’allestimento una verità che le rose perfette, a volte, non riescono a dare.
Spesso li mescolo a erbe aromatiche come il rosmarino o il timo in fiore: oltre a essere belli, regalano un profumo che diventa parte dell’esperienza degli ospiti. Una cosa che amo è proprio questa: l’allestimento di un matrimonio non passa solo dagli occhi, passa anche dall’olfatto.
Una delle cose che considero davvero importanti è studiare l’orario della cerimonia in base alla luce. In maggio, le ore più magiche sono dalle 17 in poi: la luce diventa dorata, calda, laterale. È in quel momento che i tovagliati avorio, le candele basse e i vetri trasparenti rendono al meglio. Io consiglio sempre agli sposi di pensare alla luce come a un vero elemento di allestimento, esattamente come un fiore o una candela. Spostare la cerimonia di trenta minuti può cambiare completamente la resa visiva di tutta la giornata.
Se devo dare un solo suggerimento per un matrimonio di maggio, è questo: lavorare per sottrazione. So che la tentazione è quella di riempire ogni angolo, ogni tavolo, ogni dettaglio. Ma in primavera l’eleganza nasce proprio dal vuoto controllato. Una composizione bassa di fiori di campo al centro del tavolo, un tovagliato in lino grezzo, candele in cera vera e qualche bicchiere in vetro soffiato sono già più che sufficienti.
Dal mio punto di vista, un matrimonio di maggio ben riuscito è quello che, quando gli ospiti arrivano, fa pensare “sembra di essere capitati qui per caso, ed è tutto perfetto”. È un effetto difficile da costruire, ma quando ci si riesce, è la forma di eleganza più alta che conosca.
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