Quando progetto un matrimonio, c’è un elemento che spesso viene sottovalutato ma che, dal mio punto di vista, ha un’importanza enorme: il welcome corner. È il primo punto in cui gli ospiti entrano in contatto con l’evento, prima ancora della cerimonia, prima delle emozioni più forti. È quello che dà il tono a tutta la giornata. Per questo lo curo con la stessa attenzione che dedico al tavolo degli sposi: perché la prima impressione, in un matrimonio, è anche l’unica che non si ripete.

Il welcome corner è la prima impressione, e l’unica che non si ripete

Spesso gli sposi mi dicono “Susanna, ma in fondo è solo un tavolino all’ingresso”. E io rispondo sempre la stessa cosa: no, è molto di più. Quando un ospite arriva a un matrimonio, magari dopo un viaggio in macchina, magari con un caldo che si sente, magari un po’ emozionato anche lui, la prima cosa che incontra deve farlo sentire accolto. Un welcome corner ben progettato dice “ti stavamo aspettando”, senza bisogno di parole.

Cosa metto sempre: acqua aromatizzata, ventagli, programma

Ci sono tre elementi che, in un matrimonio di primavera, non mancano mai nei miei welcome corner. Il primo sono le brocche di vetro con acqua aromatizzata: in maggio uso limone e menta, in giugno aggiungo anche fragole o cetriolo. Sono dettagli che rinfrescano davvero, soprattutto nelle ore più calde della cerimonia. Il secondo sono i ventagli: una piccola attenzione che gli ospiti apprezzano sempre, soprattutto le signore con cappellino. Il terzo è il programma della giornata, stampato su carta naturale, con i nomi degli sposi e gli orari principali. È un gesto piccolo ma che dà struttura alla giornata e fa sentire tutti coinvolti.

Profumi di stagione

Una cosa che amo del welcome corner è che mi permette di lavorare anche con i profumi. In primavera scelgo composizioni con glicine, gelsomino, fiori d’agrumi, eucalipto. Sono fragranze delicate, mai invadenti, che gli ospiti percepiscono senza rendersene conto. Mi piace pensare che, ricordando il matrimonio anche anni dopo, qualcuno possa associarlo a un profumo specifico. È un dettaglio sensoriale che, dal mio punto di vista, fa parte dell’allestimento esattamente come un fiore o una candela.

Un piccolo gesto che gli ospiti ricordano

In alcuni matrimoni, soprattutto quelli più intimi, aggiungo un piccolo dono di benvenuto. Può essere un sacchetto di lavanda con il nome dei due sposi ricamato, un piccolo segnaposto in legno con un messaggio, una bottiglietta personalizzata. Non sono mai cose costose, anzi. Ma sono gesti che gli ospiti portano a casa e che spesso conservano per molto tempo.

Una delle cose che mi ha insegnato l’esperienza è che gli ospiti non ricordano i grandi allestimenti scenografici. Ricordano i piccoli gesti di cura. Il welcome corner è esattamente questo: un piccolo gesto di cura che, se progettato con sensibilità, racconta meglio di mille parole lo stile e l’anima del matrimonio.

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